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Brasile a ritmo di Samba
Dopo il rialzo vertiginoso degli anni passati dovuto ai prezzi stellari delle materie prime, l’economia brasiliana rallenta, guardando, per ora, la recessione da lontano.

Quando le banche sono protette
Nella prima parte del 2008, quando la crisi nei paesi sviluppati era già avanzata, l’economia del Brasile continuava a crescere al passo più veloce dalla metà degli anni novanta. La prosperità del pil era alimentata dai prezzi delle materie prime, ancora all’apice, e da una forte crescita del credito. Nel mese di febbraio 2008 il mercato azionario brasiliano, considerando i titoli disponibili agli investitori esteri, era addirittura leggermente più importante, in termini di valore di mercato, del mercato cinese. Pesava il 14,9% dell’indice MSCI Emerging Markets. La teoria del “decoupling” dall’economia statunitense trovava conferma, grazie alla domanda di materie prime, di cui il Brasile è ricco, da parte dei paesi asiatici.
Nel mese di novembre la diffusione quasi endemica della crisi ha intaccato anche parte delle attività produttive brasiliane. In quel periodo l’indice azionario brasiliano, il Bovespa, raggiunse i minimi del periodo, dopo essere letteralmente esploso nei mesi precedenti, sovraperformando di gran passo l’indice dei paesi emergenti MSCI Emerging Markets. Due tra le più grandi banche brasiliane, Itau e Unibanco, annunciarono una fusione diventando la più grande banca dell’America Latina. Il processo di consolidamento del sistema bancario è stato sostenuto dal governo, che conserva notevole ingerenza nell’economia, attraverso l’acquisto delle banche in difficoltà tramite due banche dello stato quali Banco do Brasil e Caixa Economica Federal.
Le banche sono gestite in maniera molto prudenziale, dopo le crisi degli anni passati: gli obblighi di riserva sono tra i più elevati del mondo, assieme al livello dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione.
Il governo ha sfruttato le condizioni economiche favorevoli negli anni passati per migliorare il bilancio. Il debito pubblico è attorno al 40% del pil, mentre il prodotto per il 2009 è previsto crescere a pochi decimali, se non a zero. Un successo, rispetto alla recessione globale, confermato dalla rapida ascesa delle quotazioni del mercato azionario.
In passato il Brasile ha sperimentato la crescita economica in ritardo rispetto agli altri paesi, come ora potrebbe entrare in ritardo nel rallentamento. In passato la produzione industriale ha seguito le esportazioni con un ritardo di tre mesi.
Per investire in Brasile a Milano sono presenti etf che replicano l’indice Bovespa, come BRA.MI di Lyxor, oppure l’indice MSCI Brasil, XMBR.MI di Deutsche Bank come al solito total return.
Nonostante il rallentamento l’assetto economico brasiliano, se comparato agli altri paesi, è in buona forma. Il fondo monetario stima che nel 2009 soltanto alcuni paesi emergenti dell’Asia faranno meglio del Brasile. La spesa pubblica è prevista costante il che, a fronte della riduzione delle entrate, potrebbe portare il debito pubblico a crescere.
I mercati azionari dei paesi emergenti, Brasile in primis, hanno registrato una dinamica differente rispetto ai mercati azionari delle economie sviluppate. Il minimo è stato raggiunto nel mese di ottobre, poco dopo il fallimento di Lehman, per recuperare in maniera più vigorosa sino ad oggi. Il Bovespa da inizio anno è incrementato del 42% in euro. La valuta è mantenuta piuttosto stabile, anche grazie alle ingenti riserve di dollari a disposizione del paese per supportare il cambio.
I risultati trimestrali rilasciati in questi giorni hanno fatto raffreddare il continuo rialzo dell’indice. Vale, una società mineraria gigante, ha riportato l’utile netto del primo trimestre in calo di un terzo rispetto all’anno precedente, così Gerdau, attiva nel settore dell’acciaio, il cui utile è crollato del 97%. L’unica società dai risultati in crescita è risultata Petroleo Brasileiro, la prima società dell’indice con quasi il 17%. Anche il settore finanziario nel complesso ha riportato risultati positivi, grazie alla caratteristica fortemente prudenziale del sistema. Unica società in perdita nel primo trimestre, sino ad ora, è TIM Brasile.
Gli utili “trailing” dell’indice nell’ultimo anno sono scesi del 40% circa il che, associato al recente rialzo dei prezzi, ha portato il rapporto prezzo/utili vicino ai massimi degli ultimi anni. Le attese degli analisti non sono comunque pessimiste sul futuro degli utili.
Secondo alcuni osservatori le economie dei paesi avanzati potrebbero essere vicine al punto di svolta, o quantomeno al termine del ciclo recessivo. In questa evenienza anche i paesi emergenti come il Brasile, la cui economia ha retto meglio alla crisi, come confermato dall’andamento dei mercati, potrebbero continuare a sperimentare afflusso di denaro.


Figura 1 Andamento indice Bovespa (linea verde), MSCI EM Latin America (linea nera) ed MSCI Emerging Markets (linea rossa) dal 1 gennaio 2009 al 7 maggio 2009.



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